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Storia della selezione europea - Parte II

In quello stesso periodo nel Ladakh, il cosiddetto “piccolo Tibet”, nell’estate del 1936 ad un appassionato quanto sfortunato colonnello dell’esercito inglese, Sir Ronald Cardew Duncan, dopo una settimana passata alla ricerca disperata di un autentico “do-khyi” nella citta di Leh, venne mostrato un giovane e malridotto mastino tibetano che un ricco commerciante tibetano teneva a catena nel cortile retrostante la sua abitazione. Il cane in questione, chiamato Gyamdruk (foto 1), proveniva, secondo il suo proprietario, da Pempo, un villaggio situato a due giorni di cammino a nord di Lhasa. Dopo un paio di giorni di contrattazione il colonnello Duncan, con l’aiuto della moglie, riuscì ad acquistare il cane e a portarlo, con infiniti problemi dovuti all’abitudine del cane a vivere ad un altitudine elevatissima e alla scarsa forma fisica, fino in India, dove era di stanza e da lì, via mare, fino ad Edimburgo.

Gyamdruk fu, per la selezione inglese, un’autentica manna dal cielo: un soggetto nuovo, non consanguineo con i cani importati dai Bailey e per giunta di pregio! Nel 1936 decise quindi di accoppiarlo con Tonya, (Rakpa x Gyandru), di cui conosciamo la bella fotografia pubblicata inizialmente nel volume “Hutchinson’s dog encyclopaedia” (foto 2). Da Tonya, bella femmina rossa, alta circa 66cm e dal nero-focato Gyamdruk nacquero il 28 Dicembre ’36 ben 6 cuccioli, di cui 4 femmine: Gyandru (nero-focata), Merna (marrone chiara), Tashi (rossa), Wakka-chu (nero-focata) e 2 maschi: Bru (nero focato, foto 3) e Lhassa (rosso).

Bru merita qualche riga di presentazione: fu probabilmente il più grosso ed importante dei soggetti prodotti al Whipsnade’s kennel, con un altezza di circa 76cm ed un peso superiore ai 60kg.

Alla fine del 1937 si decise di accoppiarlo con Empress (Rakpa x Gyapon), da cui nacquero due cuccioli maschi, Brutonya e Don, da cui non risulta però alcuna discendenza registrata.

Nello stesso periodo, però si pensò di tentare di fissare le pregiate caratteristiche di Bru accoppiandolo anche con la madre Tonya. Questo accoppiamento verrà ripetuto a più riprese, più precisamente le cucciolate furono ben sei, con questi risultati: il 28 dicembre 1937 nacquero due cuccioli maschi, entrambi nero focati, anche se conosciamo il nome di uno solo, Gyandruya. Il 18 dicembre 1938 invece i cuccioli furono cinque, tre maschi: Dalai (nero focato), Balu (marrone chiaro) e Dorje (marrone) e due femmine: Gabi (marrone chiaro) e Karna (colore sconosciuto). Il 20 dicembre 1939 nacquero altri 5 cuccioli (secondo alcune fonti ci fu anche un sesto cucciolo nato morto), due maschi: Monk (colore sconosciuto) e Drukgye (nero focato) e tre femmine, due marroni ed una nero focata i cui nomi sono però sconosciuti.

Il 28 gennaio 1942 nacquero tre cuccioli, due maschi di cui non si conosce il nome ma che risultavano appartenenti al signor L.Bailey ed una femmina, Krishna (marrone).

Il 28 dicembre 1942 nacquero invece due cuccioli, Sandy McNab (M) e Gayo (F).

L’ultimo accoppiamento tra Tonya e Bru avvenne a fine del 1943 ed il 18 dicembre nacquero tre cucciole: Sewa Tonya, Shangri-La ed Inukiha.

Tra tutti i cuccioli di Bru e Tonya gli unici ad essere utilizzati in riproduzione furono Drukgye (nato nel 1939) e Krishna (nata nel 1942).

Drukgye (foto 4) era un cane nero focato, non molto alto (circa 61cm) ma abbastanza largo e con una bella testa, del peso di circa 45kg e venne accoppiato a più riprese con la sorella Krishna. Dal primo accoppiamento nacquero, il 25 Dicembre 1944 un maschio ed una femmina, Tangri (marrone chiaro) e Tangra. Tangri divenne famoso per la fotografia pubblicata sul Kentish express dopo essere stato immortalato da Ivor Noel Morgan White assieme al suo proprietario, S.J.Nailor. La didascalia della foto ci dice che il cane aveva 7 anni, datandola quindi attorno al 1952 (foto 5).

Lo stesso accoppiamento venne ripetuto l’anno seguente, con la nascita, il 1° Dicembre 1945 di un unico cucciolo maschio, Drukton.

Nel 1947 avvenne l’ultimo accoppiamento tra Drukgye e Krishna da cui nacque un solo cucciolo maschio, il nero focato Kholtan (foto 6). Dopo questo accoppiamento, per ovvie ragioni, si decise di accantonare il progetto d’allevamento, tant’è che normalmente si considera il 1957 come la data limite che segnò la sparizione di tutti i mastini tibetani di queste prime linee inglesi.

Purtroppo i tentativi di Bates vennero fiaccati dall’estrema rarità dei soggetti presenti in Gran Bretagna, dalla difficoltà di ottenere nuovi esemplari e dalle mutate condizioni politiche del Tibet dopo il 1949. In realtà una femmina venne importata dal Tibet nel 1938, Gimu, di proprietà del maggiore Wilmot, ma non risultano tentativi di accoppiarla con i soggetti del Whipsnade kennel.

Altri due soggetti, chiamati Patiala (foto 7 e 8) e Jesser (foto 9), vennero importati in Olanda in quegli anni, dalla signora Visser-Hooft che li aveva ricevuti in dono dal Maharadja di Patiala. Le informazioni su questi soggetti sono però scarsissime. 

Un grande impulso, se le condizioni storico-politiche l’avessero permesso sarebbe potuto venire dai soggetti portati in Germania da Ernst Schafer dopo aver guidato la spedizione SS Ahnenerbe in Tibet. Purtroppo tutti questi soggetti andarono dispersi, assieme alla documentazione relativa, durante i bombardamenti della II guerra mondiale. È conosciuta solo la foto di un maschio mantenuto allo Zoo di Dortmund ma la quasi totalità del materiale raccolto è andato perduto. Sono sopravvissute però alcune delle fotografie scattate da Schafer durante la permanenza in Tibet. Probabilmente senza le devastazioni portate dalla guerra si sarebbe potuto riprodurre anche questi soggetti, ma di fatto, anche questo tentativo fu senza esito.

In conseguenza di questi fatti nessuno dei mastini tibetani oggi viventi è discendente in alcun modo dai cani importati nella prima metà del secolo, e l’allevamento occidentale “ripartì” verso la fine degli anni ‘60 con i soggetti importati a più riprese in Olanda, Germania, Svizzera e Stati Uniti da diversi allevatori appassionatisi alla razza. Da questi cani, di varia origine (Tibet, Ladakh, Uttarakhand, Nepal, Bhutan ecc) discendono tutti i soggetti di linea occidentale oggi viventi.

 



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