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Storia della selezione europea - Parte I

Durante tutto il XIX e l’inizio del XX secolo il grande interesse per le esplorazioni e per la storia naturale portò studiosi e semplici appassionati ad importare ed, in alcuni casi tentare di allevare, dei cani tibetani. Pur essendo l’allevamento di cani di ogni genere ampiamente diffuso in Europa i mastini tibetani rappresentavano una grande sfida: abituati a vivere a quote elevate, a basse concentrazioni d’ossigeno, temperature e umidità, mal si adattavano (specie se importati da adulti) alle condizioni climatiche di terre più basse ed umide, non riproducendosi o addirittura morendo ancora prima di arrivare in Europa, come capitato ad uno dei cani importati dal principe di Galles.

Se si eccettua il cane di nome Bayan, citato in un manoscritto dell’inizio del XIV secolo che lo vuole arrivato a Venezia assieme a Marco Polo di ritorno dal Catai, l’arrivo dei primi soggetti storicamente documentati risale al 1828, ad opera del botanico Nathaniel Wallich che li importò già adulti dalla città di Shigatse (ora Xigazè) e li offrì in dono al Re Giorgio IV. Si trattava di un maschio ed una femmina, entrambi esposti per alcuni anni al Regent’s Park Zoo, dove vennero ritratti da alcuni tra i più famosi animalier dell’epoca (T. Landseer, T. Harvey, W. H. Lizars, etc). Non risulta però che si sia mai avuta una cucciolata da questi due primi soggetti (foto 1).

Nello stesso periodo una coppia di mastini venne importata in Francia e alloggiata al Jardin des Plantes di Parigi, e se ne fa menzione nel famoso volume “Le Jardin des Plantes”, pubblicato a Parigi nel  1842 ma al momento attuale non risultano immagini che li ritraggano. 

Una seconda coppia, Siring e Tayshie, raggiunse la Gran Bretagna nel 1874 (o, secondo alcuni, nel  1875), dono del capitano Malloy (joint-commissioner del Ladakh) al principe di Galles, futuro Edoardo VII.

Oltre ad alcuni soggetti singoli (Bout, Bothean, Aylva, Dsamu, ecc) arrivati tra il 1848 ed il 1900, raggiunsero l’Europa nel 1880 Dschandu e Dsama (foto 2) portati in Austria-Ungheria dal conte ed esploratore ungherese Bela Szechenyi di ritorno dal suo viaggio in Oriente. Tali cani provenivano dalla contea di Litang, prefettura di Garzè, nel Sichuan occidentale.

Nonostante il grande interesse suscitato da questi soggetti, più volte ritratti, fotografati e pubblicati in diversi volumi, non risultano tentativi di farli riprodurre coronati da successo. Riguardo ai cani dello Szechenyi è interessante ricordare che il famoso cranio esposto al museo nazionale di Budapest, le cui mandibole furono paragonate dallo Scanziani a quelle di un orso, apparteneva ad un terzo cane, chiamato Dianga e morto prima della partenza per l’Europa.

Nello stesso periodo due cani descritti come “mastini tibetani” (anche se vi sono poche certezze a riguardo, dato che la spedizione che li riportò in Europa esplorò principalmente la Siria e l’Arabia Petrea) vennero importati dal visconte Maurice d’Orleans. A causa della loro ferocia furono trasferiti nella tenuta che il visconte possedeva in Provenza e si riuscì a riprodurre questi cani nonostante non fossero avvicinabili nemmeno dal guardiacaccia che se ne occupava. A prescindere da cosa fossero, il tentativo ebbe solo parzialmente successo, dato che tutti i cani morirono nel giro di breve tempo, probabilmente a seguito di una malattia contagiosa.

La prima cucciolata “certa” di mastini tibetani nata nel mondo occidentale avvenne quindi per merito del signor Heck allo zoo di Berlino nel 1898. Di questi cani si sa che vennero importati, assieme ad altri, dal signor Jamrach nel 1895. Purtroppo non si conosce l'esatta provenienza di questi cani, ne l'entità ed il destino della cucciolata, se non il fatto che nel 1907 erano ancora in vita alcuni loro discendenti (cfr. "The New Book of the Dog" di Richard Leighton, 1907). Si conoscono alcune foto (datate 1897, foto 3 e 4) che si riferiscono a questi soggetti. 

A pochi anni dopo risale una fotografia, apparsa su un giornale inglese, che ritrae una femmina di mastino e quattro cuccioli, con la didascalia "KING'S TIBETAN MASTIFF. Tibetan mastiff and four puppies presented to the King by the Maharajah of Nepal" ma anche in questo caso, le informazioni a disposizione sono piuttosto scarse. 

E’ necessario ora un salto temporale di trent’anni circa per arrivare al 1929, quando i signori Eric ed Irma Bailey, di ritorno dal Tibet (con interessanti testimonianze e fotografie risalenti al periodo trascorso a Lhasa) importarono alcuni soggetti di varie età. La signora Bailey, nel suo celeberrimo articolo “Dogs from the roof of the world” pubblicato il 1 Marzo 1937 su “American Kennel Gazette” afferma che i soggetti da loro importati fuorono cinque (e ne cita tre: Tomtru, Rakpa e Shekhar Gyandru), dando inizio a quello che appare come un piccolo mistero: i cani effettivamente registrati in Inghilterra furono poi quattro, la sorte del quinto soggetto (sempre che non si tratti di un refuso di stampa, ipotesi che non si può ignorare) rimane quindi sconosciuta.

  • Tomtru, il “giovane orso”, fu il più vecchio tra i soggetti importati, anche se venne esposto con successo in diverse mostre canine. Morì nel 1932, senza discendenza registrata in Gran Bretagna, secondo i Bailey all’età approssimativa di 15 anni (foto 5).
  • Rakpa (che si ritiene essere lo stesso cane indicato a volte come Drenjong Dakta/Drebjong Dakpa)era un soggetto di colore rosso carbonato ,acquistato dai nomadi tibetani, che vinse il primo premio nella sezione per razze estere all’esposizione di Kensington e fu inoltre vincitore al Cruft e a diverse altre esposizioni (foto 6).
  • Shekar Gyandru era una femmina nero focata, nata presumibilmente nel 1928 (foto 7).
  • Gyapon, la seconda femmina importata dai Bailey, era invece di colore rosso.

Nel 1932 avvenne il primo accoppiamento, presso l’allevamento del signor A.C.Dudley di Brambledown, Sheerness, tra Rakpa(indicato anche come Shekhar Rakpa) e Gyapon. La cucciolata, nata il 28 dicembre risulta composta da 4 femmine, di cui probabilmente una nata morta (o deceduta poco dopo), dato che furono registrati solo tre soggetti: Shekhar Jomo, Turoni of Gurkha e Kundeling. Nel frattempo Mrs Bailey fece ritorno in oriente (in Kashmir per l’esattezza) ed i cani vennero ceduti al signor Phillip Bates del Whipsnade Zoo che curò il secondo accoppiamento, quello tra Rakpa e Gyandru. La cucciolata nacque il 5 di Febbraio del 1933, composta da due femmine, Tonya e Tengyeling.

Alla fine del 1933 Mr. Bates decise di accoppiare nuovamente Gyapon con Rakpa. La cucciolata nacque il 1 Gennaio 1934, composta da 5 cuccioli, di cui 3 femmine: Empress (nero-focata), Lal-Mayo of Gurkha (rossa), Muru (gold) e 2 maschi: Dhouma e Pasang (rosso), foto 8.

 



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