La sterilizzazione - Parte I

Uno degli argomento più dibattuti -e combattuti- della moderna cinofilia riguarda l'opportunità e l'esigenza, per i proprietari di cani, di ricorrere alla sterilizzazione dei propri soggetti per vari motivi, dalla tutela della salute alla risoluzione di supposti problemi caratteriali. Ma qual è la scelta giusta? sopratutto, qual è la scelta giusta per il proprietario di un mastino tibetano? 

E' oggi ampiamente dimostrato infatti che la sterilizzazione ha effetti sia sulla psiche che sul fisico del cane, e questo è vero a maggior ragione in una razza dallo sviluppo piuttosto lento, in cui la piena maturità è raggiunta dai maschi verso i 4 anni e dalle femmine attorno ai 3 anni. 

Dal punto di vista comportamentale, un cane sterilizzato prima del raggiungimento della maturità non potrà più avere un'evoluzione normale, poichè privato degli ormoni necessari allo sviluppo. Questo porterà anche al mantenimento di comportamenti da "eterno cucciolone" e problemi nella relazione con gli altri cani. 

Ancora oggi si sente parlare spesso della sterilizzazione come di una soluzione all'aggressività dei cani, ma bisogna prestare attenzione a questo punto: nel cane maschio la sterilizzazione tende ad aumentare il predatorio, l'istinto di protezione verso i cuccioli e fenomeni di gelosia, fenomeni non legati al testosterone ma a prolattina e vasopressina. Anche l'aggressività dovuta a stress e quella sul cibo tendono a peggiorare, in quanto legate al cortisolo, di cui il testosterone funge da antagonista, aiutando ad abbassare i livelli di stress. L'aggressività per autodifesa è invece legata alla noradrenalina. 

Nelle femmine l'unica aggressività che tende a ridursi è quella legata al calore, dovuta alla produzione di estrogeni, mentre peggiorano alcune forme di aggressività, specialmente in quelle femmine che hanno normalmente comportamenti mascolini, spesso dovuti all'assorbimento di testosterone dai feti fratelli durante la gestazione. Anche i comportamenti legati a stress, paura, gelosia etc posono avere un netto peggioramento. 

Dal punto di vista fisico un cane sterilizzato al momento o prima della pubertà è spesso identificabile da arti più lunghi, struttura ossea più leggera, petto e cranio più stretti. Queste differenze nello sviluppo si traducono spesso in alterazioni significative delle proporzioni del corpo: per esempio il femore generalmente raggiunge la sua lunghezza definitiva ad 8 mesi, ma la tibia continua a crescere fino a 12-14 mesi, più a lungo ancora se mancano gli ormoni sessuali, andando così a creare un'angolazione anomala del ginocchio data da una tibia più lunga, che sommata all'aumento di peso dell'osso genera uno stress del legamento crociato. 

Anche i presunti effetti positivi che la sterilizzazione avrebbe sulla salute sono oggi messi parecchio in discussione, sopratutto se si considerano i rischi -in realtà concreti- di effetti negativi, alcuni dei quali (come il rischio di sviluppare fenomeni di incontinenza nelle femmine) fino a non molti anni fa non erano messi in relazione con l'operazione. 

Nei cani maschi non sembrano esserci molti effetti positivi apprezzabili, pur essendo vero che elimina il rischio di sviluppare tumori ai testicoli, piuttosto rari però, mentre il tumore alla prostata sembra essere favorito dall'assenza di testosterone, a differenza di quanto avviene nell'uomo, tanto da essere più comune nei cani sterilizzati. In compenso si possono avere effetti negativi come:

  • se fatto prima dell'anno di età, aumenta significativamente il rischio di osteosarcoma, un tumore con cattiva prognosi diffuso nelle razze medio-grandi
  • aumenta il rischio di angiosarcoma cardiaco di un fattore di 1.6
  • triplica il rischio di ipotiroidismo
  • aumenta il rischio di decadimento cognitivo geriatrico
  • triplica il rischio di obesità, un comune problema di salute associato a molti altri problemi
  • quadruplica il piccolo rischio (<0,6%) di cancro alla prostata
  • raddoppia il piccolo rischio (<1%) di tumori al tratto urinario
  • aumenta il rischio di disturbi ortopedici
  • aumenta il rischio di reazioni avverse alle vaccinazioni

 (da "Long-Term Health Risk and Benefits Associated with Spay/Neuter in Dogs" di Laura J.Sanborn, 2007)

 



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