La conservazione del tipo La conservazione del tipo

La conservazione del tipo

Molto spesso, quando il discorso cade sull'aspetto che hanno i cani nativi contemporanei, in rapporto a quello dei loro antenati, alcuni ritengono che, siccome "tutto evolve", teoria-cavallo di battaglia dei sostenitori della "moderna selezione cinese", anche i cani nativi siano oggi molto diversi da come si presentavano in passato. 

Sicuramente i mastini tibetani nativi si presentano oggi molto diversi dai primi cani che, migliaia di anni fa, raggiunsero l'altopiano assieme ai suoi primi abitanti, diversità ampiamente giustificata dal lungo processo di adattamento necessario per sopravvivere e lavorare in condizioni così dure.

Questo processo, durato probabilmente diverse centinaia di anni, ha portato a raggiungere una situazione di equilibrio che potremmo quasi definire di "perfezione morfologica, adattativa e funzionale" che ha permesso a questi cani di sopravvivere e diffondersi in tutta l'area di influenza culturale tibetana. Se parliamo dei cani diffusi in questa seconda fase, è senz'altro possibile affermare che questi avessero tratti in comune, in numero via via maggiore, con i cani che possiamo osservare oggi in Tibet. Ovviamente, a questo punto entrano in gioco le complesse teorie sulla conservazione del "tipo", riassumibili però con alcuni concetti fondamentali:

- se le condizioni ambientali non cambiano, la razza "ormai stabile" non cambia;

- non c'è motivo per cui qualcosa che funziona debba cambiare;

- la selezione tradizionale richiede tempi molto lunghi per arrivare all'equilibrio e tende in seguito a conservare il tipo;

Lo studio della documetazione storica ci presenta invece una realtà molto interessante: da quando si è iniziato a realizzare, all'inizio del XIX secolo, immagini dettagliate, anatomicamente precise e corrette per corredare volumi scientifici, spesso commissionandole a famosi animalier(Landseer, Wardle, etc) i cani ritratti non presentano differenze di rilievo rispetto ai cani oggi osservabili in Tibet. Il fatto che in 200 anni non si abbiano avute modificazioni di sorta ci fa supporre che la fase di equilibrio duri da secoli, se non addirittura da millenni. 

Ovviamente, la qualità delle realizzazioni e le capacità dell'autore sono requisiti fondamentali perchè queste immagini ci possano dare indicazioni in questo senso. Non si tratta, come molti pensano, di immagini idealizzate o fantasiose, sia perchè quando lo stesso cane venne ritratto da più artisti le immagini tendono a coincidere, sia perchè le immagini tendono a dare un quadro assolutamente credibile della situazione, mostrando realtà, come ad esempio la differenziazione tra seng-khyi e stag-khyi, che verrà descritta in termini scientifici, osservando proprio i cani aborigeni, solo molto più tardi.

Materiale fotografico:

incisione di Arthur Wardle, 1885

fotografia di GcBoffano, 2014

 



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