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L' apso do-khyi

Una tipologia molto particolare e oggi piuttosto rara di "mastino tibetano" è rappresentata dai cani a pelo duro o apso do-khyi. Il prefisso "apso", contrazione di "rapso" ('di aspetto caprino') fa riferimento proprio al loro caratteristico pelo. In Cina invece questi cani sono conosciuti come "Zang-shi", "leone del Tibet".

Molto spesso, specialmente sulle fonti più datate, vengono indicate come zone d'origine di questi cani la prefettura di Ngari nel Tibet occidentale, specialmente nella zona immediatamente vicina al monte Kailash, ed il distretto di Kinnaur (Himachal Pradesh, India), da qui il nome con cui sono spesso indicati a sud della catena Himalayana, Kinnauri kutta ossia cane di Kinnaur. In realtà questo non corrisponde a realtà, dato che soggetti di questo tipo sono documentati anche in altre zone del Tibet, ad esempio grazie ad una fotografia, datata 1905, scattata da Ch'uan Shao Ching nel Qinghai (foto 1).

Riguardo all'origine di questi cani esistono due teorie principali, che influenzano in maniera pesante il modo in cui gli appassionati si rapportano a questo tipo di cane: per alcuni si tratta di una mutazione genetica spontanea mentre per altri il gene è stato introdotto nella razza in seguito all'incrocio di do-khyi e cani di tipo apso presenti in Tibet. Va rimarcato che, quale che sia l'origine, raramente gli apso presentano le stesse struttura e proporzioni dei soggetti normali. 

Anche gli apso do-khyi, come i loro cugini a pelo liscio, hanno attirato la curiosità e l'interesse dei viaggiatori occidentali, come per il cane appartenuto a Thubten Gyatso, il XIII Dalai Lama (1866-1933), fotografato da Eric Bailey (foto 2), ed anche sir Charles Bell, che ebbe modo di visitare i palazzi di Lhasa durante la sua permanenza a Lhasa (1920-21) ritrasse un soggetto di questo tipo (foto 3), molto amato dal Dalai Lama.

Sven Hedin ritrasse un mastino a pelo duro (foto 4), nel 1908, durante un viaggio di esplorazione (al dr.Hedin si deve la prima carta geografia dettagliata del Tibet) ed anche il naturalista tedesco dr. Ernst Schäfer, comandante della missione Ahnenerbe SS in Tibet (1938-39) documentò un apso do-khyi, nella zona di Lhasa (foto 5). 

Rimarchevole anche una fotografia, scattata nel 1944 da Archibald Steele al Norbulingka, il palazzo estivo dei Dalai Lama (foto 6).

Ad oggi queste fotografie d'epoca rappresentano una testimonianza di inestimabile valore riguardo all'esistenza ed alla considerazione in cui erano tenuti, nel "vecchio Tibet" questi soggetti. 



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