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I cani del Changtang

Il Changtang è una regione costituita da parte dell'immenso altopiano tibetano, dai confini piuttosto sfumati, situata a nord di Lhasa e che si sviluppa, con direzione est-ovest per oltre 1600km, partendo dai confini del Qinghai per giungere a comprendere parte del Ladakh indiano. Caratterizzato da un clima particolarmente duro e imprevedibile (estate breve, inverno artico, con improvvisi temporali e grandinate) è abitato da pastori nomadi chiamati Changpa ("uomini del nord", in tibetano) dediti all'allevamento delle famose capre Changra, famose poichè dalla lavorazione del loro sottopelo si ricava un cachemire ultra fine di eccezionale qualità, prodotto sul quale si basa l'economia della zona. Anche i Changpa, come molti pastori nomadi, tendono a rimanere, pur essendo costretti a muoversi continuamente data la povertà del suolo, su cui l'erba cresce assai poco per gran parte dell'anno, sempre all'interno della stessa fascia climatica, riutilizzando sempre gli stessi accampamenti. 

Si è scelto di non trattare i cani del Changtang come un tipo distinto (ponendolo quindi sullo stesso piano dei tipi Hequ, Shannan e Yushu) poichè l'enorme estensione del territorio, che lambisce zone molto diverse tra di loro, sia culturalmente che a livello ambientale, rende la popolazione canina molto eterogenea, quasi un "cuscinetto", assai ricco di sfumature, posto tra le varie tipologie meglio definite. Questo avviene grazie agli scambi con i pastori di zone limitrofe che avvengono durante gli spostamenti e proprio per questo motivo è difficile descrivere in maniera generale la morfologia di questi cani, variabile sia in fatto di dimensioni che di tipo. 

In quest'area si possono trovare sia soggetti estremamente piccoli (attorno ai 60cm per un maschio adulto, foto 1 e 2) sia soggetti di taglia maggiore, vicino ai 70cm, generalmente con pelo più corto e sottopelo predominante, foto 3 e 4. In entrambe le tipologie però gli arti sono piuttosto corti e tozzi. Sono anche stati fotografati soggetti con il pelo lungo sugli arti anteriori, caratteristica abbastanza inconsueta nel mastino tibetano. 

La testa è sempre piuttosto massiccia, con cranio e muso larghi e labbra asciutte, gli occhi piccoli e infossati, tutti adattamenti utili per sopravvivere in un ambiente freddo e d'alta quota. In alcuni soggetti si nota anche un notevole inspessimento delle bozze frontali che, sommato al pelo folto anche sul cranio, contribuisce a dare un profilo molto particolare a questi cani. 

I colori più comuni sembrerebbero essere nero focato e nero, ma le difficoltà che si hanno nello studiare questi cani nei luoghi d'origine rende difficile essere precisi su questo punto. 

Sebbene i cani di quest'area siano stati raramente usati, specialmente per la taglia estremamente ridotta, nella selezione cinese delle origini, un cane proveniente dal Changtang orientale, chiamato AoZu (foto 5), ebbe una certa notorietà all'inizio del 2000, anche se non risulta abbia lasciato una discendenza particolarmente consistente.

Data l'ampiezza dell'area e le abitudini nomadi dei pastori, è abbastanza difficile conoscere lo stato di salute di queste popolazioni e quanto siano minacciate di estinzione. 

Immagini:

foto 1: da internet

foto 2: GcBoffano, 2014

foto 3 e 4: E.Zoi, 2017

foto 5: da internet



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